Il mio compleanno
- mesposito238
- 14 mag
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 14 mag
Al giorno del mio compleanno ho sempre preferito il giorno dopo.
Per nulla affezionato all’idea del giorno speciale, anche quest’anno ho goffamente fatto di tutto affinché l’11 maggio fosse un giorno normale.
E così, come nella più discutibile delle tradizioni, ho scelto di andare a lavorare.
Nell’ambiziosa speranza di passare inosservato ho varcato l’infame soglia e mi sono ritrovato il solito plotone da "consumazione" di colleghi che aspettavano me per andare al bar. Del resto, la notizia del mio compleanno rimbalzava incontrollata nell’intasato gruppo di Area su WhatsApp.
Felice per indole e per stoltezza ho sussurrato al barista la generosa formula “Open bar!”.
Con la “O” ridondante affichè fosse da tutti intesa la mia intenzione, senza equivoci, nell’infondato dubbio che potesse sfuggire ai colleghi avventori. Con un movimento disinvolto e allusivo del capo ho lasciato intendere al barbuto barista, complice per acclamazione, che il conto sarebbe stato onorato in un’unica soluzione allo sfumare della festa.
Il cellulare ha scandito la giornata, ammetto poco lavorativa, continuando ad essere scosso da ogni notifica silenziata. I colleghi, così come gli amici negli altri gruppi, per amor di gregge hanno continuato ad aggiungersi a profusione. In tanti hanno timbrato l’affettuoso cartellino scrivendo con stitica ispirazione semplicemente “Buon compleanno”.
I più pigri non saranno andati neanche a ritroso nei gruppi di appartenenza per scoprire a chi fosse indirizzato. Sono stato accerchiato nel mezzo del festoso ballo di gruppo, generosamente arricchito da altri amici esuli, da affini e da quelli che, non ci fosse stata la memoria di Facebook, avrebbero continuato a non sapere se fossi sopravvissuto al delitto rato e non consumato.
E come da tradizione mi sono ritrovato a litigare con l’urticante dubbio. Rispondere a ciascuno. Emulare finalmente quelli che con sangue freddo aspettano la fine della giornata per liquidare tutti con un unico, solenne e conciso messaggio a social unificati. Cedere alla tentazione di appiccicare un cuoricino a ciascun messaggio, tirandomi fuori soprattutto da quelli sfacciatamente di circostanza.
È le telefonate? Col dubbio fino all’ultimo squillo se rispondere. Far squillare confidando nella segreteria, consultata l’ultima volta sette anni fa. Respingere per poi richiamare. Ignorare sperando in un altro messaggio riparatore da aggiungere su WhatsApp.
Ho risposto soltanto agli unici due amici che conosco da più tempo di mia moglie, a mia cugina, ad un cognato e a mio fratello che, trovando occupato, non so perché abbia chiamato prima mia moglie e poi mia sorella. Mia sorella, a dir la verità, mi ha chiamato per chiedermi perché non avessi risposto a nostro fratello.
Tutte le telefonate si sono nostalgicamente consumate sul numero privato, quello che anche io sovente mi scordo di avere, attribuito negli anni’90 con la famigerata “Tariffa rossa”, il piano tariffario che con una sola telefonata a mezzogiorno avrebbe potuto portare alla bancarotta e al pignoramento dello Star Tac.
Alla fine di una giornata lavorativa solo nelle intenzioni, mi sono costituito al barista che con un ghigno corrosivo ha srotolando il lussureggiante scontrino mettendo una pietra tombale sull’Open bar.
Nel mio giorno di festa che non avrei voluto festeggiare ho continuato ad essere inseguito dai messaggi fino ad essere ridotto al nulla da una cena in seconda serata con suocera, cognata, moglie e figlia. Per fortuna c’era il cane da accarezzare e l’aspirante genero Michelangelo con cui parlare. Sui contenuti dell’ingiusto convivio preferisco dedicare un capitolo che mai scriverò a parte.
A notte fonda l’estrema decisione. Ho deliberato di rispondere ad a ogni messaggio con nulla che fosse di circostanza. Ho risposto a tutti, ma proprio a tutti. Anche alla simpaticona che avrebbe voluto finirmi con un lapidario “Stai facendo vecchio…”.
“Meglio vecchio che morto!” ho risposto quasi all’una di notte, felice che fosse già il giorno dopo.

14 maggio 2026



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